lunedì 9 gennaio 2017

Recensione: "Troppo vicino per (non) odiarti" di Johanna Danninger

Buon pomeriggio pages
Scrivo non sapendo assolutamente dove le mie mani si vanno a posare, ormai con questo gelo non ne ho più possesso, io dico va bene l'inverno, ma così... e che cavolo! Speriamo passi presto perchè in questa casa ci sono spifferi ovunque e non riesco a trovare un angolino dove poter leggere in santa pace senza morire assiderata! Prima di separarmi dal pc per due giorni (speriamo bene), ecco la recensione di un romanzo che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima!


Sinossi Susanne Kollmann gestisce con successo una piccola agenzia immobiliare e conduce una tranquilla esistenza con la sola compagnia di Charly, un gattone alquanto voluminoso (ma solo perché ha le ossa pesanti!). I due vivono in una grande casa, con un meraviglioso giardino e una fantastica vicina. Fino a quando la morte non si porta improvvisamente via la cara vecchia signora e tutto comincia a traballare.
Rene, ex compagno di Susanne e incaricato della vendita della casa accanto, si è messo infatti in testa di riconquistare l’amore perduto. E quando infine riesce a vendere la villetta, la situazione precipita. Perché il nuovo vicino, Jan, non arriva da solo, ma in compagnia di un delizioso quadrupede… di notevole stazza.
Susanne e Charly non dovranno soltanto affrontare le loro paure ogni volta che proveranno ad avventurarsi in giardino, ma lei dovrà anche barcamenarsi tra le importune attenzioni del suo ex, l’umorismo poco simpatico del nuovo arrivato e i suoi addominali vergognosamente scolpiti.



La vita di Susanne Kollman può dirsi ben avviata, a ventotto anni ha rilevato l’agenzia immobiliare di suo padre, riuscendo a gestirla con successo, dopo che i suoi genitori hanno deciso di trasferirsi in Spagna a vivere. Questa sua indipendenza fa sì che non senta la necessità di una storia d’amore, per lei non è una priorità. Del resto, dopo la fine della sua storia con Rene, a causa dell’infedeltà da parte di quest’ultimo, non è certo da biasimare se i sentimenti non hanno la precedenza e comunque, una figura maschile nella sua vita c’è, è il suo adorato - e un po’ sovrappeso - gatto certosino Charly.
Questo tranquillo ménage à deux, viene all’improvviso sconvolto dall’arrivo del nuovo vicino di casa, Jan e della sua “mini mucca” Lilly, un bellissimo alano. Per Susanne - metodica e puntigliosa fino all’eccesso - e per il suo amico felino, si prospetta un futuro pieno di… scondinzolamenti e gentilezze. A dispetto di quelli che erano i suoi timori, Jan e Lilly non sono affatto due vicini molesti, bensì un quattrozampe sempre in cerca di una carezza e un bel padrone pieno di gentilezza e umorismo che Susanne continuamente mal interpreta. Tra gli “odiosi vicini”, una gamba ingessata, uno stalker e il suo ex che ha deciso di non poter vivere senza di lei, la donna vede la sua perfetta routine scemare. Se c’è una cosa che ho capito da questo romanzo, è che in Germania di sicuro hanno un concetto ben diverso dal nostro di “rapporti di buon vicinato”. Per quanto mi sforzassi di trovare ironici e divertenti i comportamenti di Susanne, più andavo avanti nella lettura e più avrei voluto tirarle una secchiata d’acqua ghiacciata in testa.
La protagonista non fa assolutamente nulla per rendersi simpatica e anzi, laddove può, esaspera il concetto di antipatica patentata, trattando Jan come un delinquente e ringraziandolo a mezza bocca a ogni gentilezza e cortesia che l’uomo le riserva. Seppur scritto bene, i ritmi del romanzo sono, in alcuni tratti, troppo lenti e quando ormai il motivo dell’antipatia immotivata di Susanne nei confronti di Jan vengono svelati, la sua figura è ormai compromessa e per il resto del romanzo non ho fatto altro che vederla come la vicina rompiscatole e saccente che nessuno mai vorrebbe. La figura di Jan è quella di un uomo forte, gentile, ma che troppo spesso accetta la causticità dei comportamenti e delle battute di Susanne. L’ironia semmai, l’ho trovata nell’ennesimo comportamento senza senso della protagonista che conosce perfettamente l’identità del suo stalker, ma non fa nulla per correre ai ripari, chiamando in causa le forze dell’ordine quando la situazione è ormai degenerata ma, spezzo una lancia a suo favore, dai pensieri e dai dialoghi che intercorrono tra i protagonisti, deduco che anche in terra teutonica purtroppo la legge in materia di molestie sia latitante. Credevo di poter leggere un romanzo pieno di situazioni comiche, con cane e gatto chiamati a dir la loro, mi sono ritrovata a disperarmi per i comportamenti assurdi di una donna troppo viziata e poco umile che di certo non merita le attenzioni di un vicino come Jan. Peccato!




Dal suo sofà
la vostra



6 commenti:

  1. Leggendo la trama sembrava potesse essere un romanzo divertente, peccato che la protagonista si sia rivelata così antipatica!

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    1. A parer mio, la Danninger l'ha tirata troppo per le lunghe e alla fine era difficile apprezzare Susanne... Era da ricovero! XD

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  2. Ciao Ophelie! Ho questo libro pronto per la lettura è devo ammettere che la tua recensione mi ha scoraggiata, speravo anch'io di leggere un libro leggero e divertente :(

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    1. Ho trovato troppo rompiscatole lei... certe volte le avrei tirato una scarpa in testa. Mi è dispiaciuto perchè ero partita per qualcosa di più allegro :(

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  3. Bhe direi che qui ho visto giusto, non mi sentivo ispirata per questo libro e dopo la tua recensione posso dire di aver fatto bene a starle alla larga.
    Poi sono come te, quando mi sta antipatica lei, diventa complicato il libro e se tu le avresti lanciato una scarpa posso immaginare il tipo

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