lunedì 23 gennaio 2017

Recensione: "25 grammi di felicità" di Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli

Buon lunedì pages
dopo una domenica passata in totale relax o quasi, eccomi di nuovo con voi, pronta ad affrontare questo settimana. Quella appena passata non è stata delle migliori, speriamo che questa vada meglio, intanto perchè non iniziarla con una bella recensione?

 Sinossi "Ma perché lo fai? Cosa ti rendono i ricci?" "Mi rendono felice." "Te ne potresti occupare tu per questi due giorni?" Inizia più o meno così l'amicizia tra Massimo, veterinario specializzato nei bovini, e un riccetto orfano. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po' scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. Un pianto tanto disperato che scalfisce la corazza di abitudini e apatia che Massimo si è costruito. È così che Ninna - sì, perché il riccetto spettinato si rivela una femmina - stravolge la sua vita con la forza della sua personalità. È curiosa e appena "annusa" novità si affaccia dal suo rifugio; è giocherellona, e si diverte a rovesciare con il naso la ciotola dell'acqua; è affettuosa e lo lecca pazza di gioia dopo una lunga assenza. Però è anche un animale selvatico e reclama la sua libertà: la gabbia le va sempre più stretta e la sua felicità è fuori nei boschi. In questo libro, Massimo Vacchetta racconta lo straordinario incontro che lo ha aiutato a uscire da un periodo buio e gli ha dato un nuovo scopo: creare un centro di recupero per i ricci, una specie minacciata dalla nostra disattenzione, e aiutare gli esemplari in difficoltà. Come Trilly l'impenitente dongiovanni, o la fragile Lisa che ha conquistato tutti con il suo sguardo, o Zoe che ha saputo resistere a ogni colpo. Animaletti feriti, maltrattati, indifesi, ma in grado di trasmettere una grande voglia di vivere.


Direste mai che venticinque grammi possono cambiarvi la vita? Prima di questo romanzo la mia risposta sarebbe stata un “NO” secco, a lettura ultimata posso dire che non ne sono più tanto sicura. Leggendo questa storia ho avuto la possibilità di rivalutare tutta una serie di considerazioni e di vedere come, a volte, la vita ci pone davanti delle situazioni tutt’altro che casuali. Massimo è un veterinario che si trova in un periodo molto delicato della sua vita, è come se nulla riuscisse a soddisfarlo,  il lavoro non gli manca, ma quelle giornate “copia e incolla” gli lasciano il vuoto dentro.
Poi, un giorno, il suo cammino incrocia quello di una piccola di riccio e all’improvviso tutto cambia. Massimo non è più il centro del mondo, c’è quella piccola di venticinque grammi che ha bisogno di lui e a lei decide di dedicarsi con tutta l’anima, fin quasi a dimenticarsi di sé, riassaporando la soddisfazione e la gioia che solo un lavoro come il suo sanno dare. La storia reale di Massimo Vacchetta, raccontata da Antonella Tomaselli, mi ha profondamente colpito, il suo è un percorso ricco di difficoltà ma anche di piccole, grandi gioie che vanno di pari passo con la crescita di quella piccola di riccio. Alla mia età, facilmente si entra in empatia con una persona che a un certo punto del suo cammino, si sente un po’ smarrita e facilmente ho immaginato la gioia che “la Ninna” - come lui affettuosamente la chiama - deve aver portato nella sua vita e questo romanzo racconta perfettamente il suo percorso di crescita e la svolta radicale della sua esistenza. In queste pagine ho trovato l’amore improvviso di un uomo per un altro essere che ha bisogno del suo aiuto, i suoi primi passi e anche i suoi errori perché, anche se veterinario, è bene ricordare che ogni animale ha delle esigenze e delle abitudini che lo differenziano da un altro, ma anche il suo dolore nel doversene separare pur sapendo che è la cosa giusta da fare. E’ stato bello poter capire come in Massimo, man mano che Ninna cresceva, prendesse forma un sogno, poi diventato idea e alla fine realtà: aprire il Centro Recupero ricci "La Ninna", struttura nata con l’intento di aiutare questi piccoli mammiferi così poco considerati ma tanto bisognosi di aiuto e cure.
"Invece, ogni creatura, anche la più piccola, è preziosa. E' una vita, soprattutto. Ma è anche un segmento importante per il nostro pianeta, un tassello senza il quale il puzzle non è completo, un elemento indispensabile per l'armonia del tutto."
Così, dopo Ninna, tanti altri ricci in difficoltà come Trilly e Lisa, hanno incrociato il suo cammino, e a ogni liberazione una gioia, una soddisfazione ma purtroppo, anche dolori, perché non sempre le cose vanno per il meglio, nonostante l’impegno e l’amore. Consiglio vivamente questo dolcissimo romanzo scritto in maniera scorrevole e appassionata, soprattutto per capire come a volte, anche nel bel mezzo della nostra esistenza, sia possibile reinventarsi, scoprirsi e adattarsi, dando così una svolta inaspettata a quel lungo cammino che si chiama vita.
Dal suo sofà
la vostra

2 commenti:

  1. Mi è piaciuta molto la tua recensione tutt'è che mi hai convinto subito a mettere questo titolo in WL ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hola Victim, è una storia molto dolce

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...