giovedì 15 dicembre 2016

Recensione: "Vietato leggere all'inferno" di Roberto Gerilli

Hola paginette 
Questa settimana non ne combino una giusta. Ero partita con le migliori intenzioni e invece mi sto ritrovando indietro su tutta la linea... ODIO quando non riesco a rispettare i punti che mi ero prefissata. E per fortuna che l'agenda non era fitta di impegni. Non c'è che dire, le mie doti di segretaria sono ineccepibili. Continuo a chiedermi che droga assumono certe bloggers, che riescono ad essere sempre così efficenti. Al confronto sembro il Torero Camomillo... BUH! Se poi ci si mettono anche gli imprevisti, siamo a posto. BTW, per fortuna questa settimana sta volgendo al termine, speriamo che la prossima sia migliore 


Sinossi
Mi chiamo Amleto Orciani e sono un libromane. Ho trentacinque anni e mi faccio dall’età di dodici, quando la lettura era ancora legale. Ho iniziato per scherzo con L’isola del tesoro e non ho più smesso. Leggere è la prima cosa a cui penso quando mi sveglio e l’ultima prima di andare a dormire. Sono talmente assuefatto da conoscere il significato di parole come paradosso, pennivendolo e opulenza. Insomma, uno sniffa-inchiostro senza speranza. Vivo vicino ad Ancona, lavoro come inserviente in un discount di bricolage e arrotondo spacciando romanzi alla gente della zona. La mia vita non è un granché, ma mi ci trovo. Il problema è che vorrei avere più soldi, per questo accetto di aiutare Eleonora. La ragazza è brava, ma così folle da voler cambiare il mondo dell’editoria da sola. Per seguirla mi tocca coinvolgere amici discutibili e incontrare gente che preferirebbe vedermi morto (il Bibliotecario ti dice niente?). Meno male che ho dalla mia Caterina, una camgirl con un secondo lavoro ancora meno presentabile del primo, però non sono sicuro mi possa salvare il culo, stavolta. Se ne esco vivo, giuro che smetto di leggere. Forse. Vietato leggere all’inferno racconta la mia storia. Non insegna qualcosa che vale la pena conoscere, non ci sono buoni sentimenti o altre cazzate ma per sballarsi con gli amici è perfetto. Provalo, e fammi sapere se funziona.

Il 23 aprile del 2000 entrava in vigore la legge Montag. Amleto Orciani e con lui, milioni di altre persone, diventavano a tutti gli effetti colpevoli. Reato? Abuso di sostanze stupefacenti. Già dal lontano 1967 erano iniziate le prime avvisaglie. La nascita dell’ Anti-literature movement aveva posto in luce quella che era una piaga della società a tutti gli effetti. Troppi giovani sbandati, troppa fantasia, troppi cervelli che pensavano, era ora di mettere un freno a tutta quella barbarie, ricorrendo anche a gesti estremi, come in effetti accadde, la letteratura e di conseguenza la lettura, vennero considerate e dichiarate una... droga. Per il povero Amleto fu l'inizio di una vita sempre ai margini. Tirato su da due genitori sconsiderati, che lo hanno introdotto al “vizio" con fare innocuo, mettendogli tra le mani una copia de “L’Isola del tesoro”, è cresciuto cercando di confondersi tra la gente. La gente che odia quelli come lui, fattoni che venderebbero l'anima al diavolo pur di farsi un paragrafo.
Non che io sia uno di quelli che barcollano per strada con occhialini da lettura e Moleskine, sia chiaro, però a forza di farmi ho perso il vizio di usare parole che la gente non conosce.
Se solo avesse i soldi necessari, Amleto fuggirebbe da Ancona. Un'altra parte, un altro luogo, una nuova esistenza, ben diversa da quella che conduce come modesto commesso dell’Ikea. Un luogo dove nessuno lo giudica, dove nessuno si permetterebbe mai di dire una parola contro di lui. E l'occasione arriva, inaspettata, nei panni di una ragazza di Roma, Eleonora. Ma cosa vuole Eleonora da Amleto? All'apparenza una cosa molto semplice. Dietro pagamento di un lauto compenso, Amleto deve aiutarla a trovare carta, inchiostro e insieme a lei scrivere “il romanzo che salverà i romanzi”, l’opera che tornerà a far capire alle persone la bellezza del leggere. Basta romanzetti rosa, basta monopoli tra i cartelli della letteratura capitanati dal Bibliotecario e dal Nordico. La lettura deve tornare ad essere un bene comune e per fa sì che ciò avvenga, questo romanzo deve prendere vita ed essere presentato nel luogo di maggior risalto, la London Book Fair, una sorta di rave party per libromani, che si svolge annualmente a Londra. Facile, no? Ma per uno che si chiama Amleto Orciani, sniffa inchiostro anconetano nato sull'onda del piacere dato dalle parole di Shakespeare (parola di Antonio e Clara), può esserci qualcosa di semplice? Ed è così che ci ritroveremo a seguire le avventure e le disavventure del povero Amleto, tra momenti di estasi dati date dalle parole a pura azione adrenalinica, perché sia mai che avere a che fare con “merce che scotta” come un romanzo sia cosa facile. Contattata da Alessandra Zengo della Speechless, che gentilmente mi ha fatto omaggio di una copia digitale del romanzo, ho cominciato a leggere questo libro spinta dalla curiosità della situazione che Roberto Gerilli ha creato. La narrazione è scorrevole e ci si sente coinvolti fin da subito nella vita del protagonista. Il romanzo riesce ad assumere diverse tinte sotto ai nostri occhi, passando dal distopico, all’avventura con puri attimi di thriller. L’ironia e il sarcasmo di Amleto spesso mi hanno fatto morir dal ridere e quello che più rimane impresso è che, nonostante sia il protagonista, spesso si ritrova in situazioni in cui è l’antieroe per eccellenza. La parte delle più forti, in questo romanzo, è affidata a Eleonora, vera e propria leader maxima e pasionaria della letteratura , e a Caterina, la migliore amica di Amleto nonché sua guardia del corpo. Saranno loro due che, in più di un'occasione, salveranno la vita a uno sprovveduto Amleto.  Veramente bello questo romanzo, mai banale o scontato, che ha il pregio di contenere veri e propri spunti di riflessione e una non tanto velata critica nei confronti del mondo editoriale, che molto spesso predilige immettere sul mercato romanzi di facile consumo a discapito di libri qualitativamente superiori.
Un grazie di cuore alla Speechless per avermi regalato questa possibilità e a Roberto Gerilli per avermi fatto capire (se mai ce ne fosse stato il dubbio) che sono, a tutti gli effetti, una libromane sniffa inchiostro. Vogliate scusarmi ora, vado a farmi una seduta di programmi trash, sia mai che la mia dipendenza da lettura dia troppo nell'occhio facendomi utilizzare vocaboli inusuali quali encomiabile ed operato.

Dal suo sofà
la vostra

6 commenti:

  1. Ho terminato alle 2 di notte la lettura e presto ne farò anche io la recensione, mi è piaciuto molto e non vedo l'ora di parlarne!
    Concordo con tutto quello che hai detto, Gerilli ha saputo creare una storia distopica, ma allo stesso tempo ricca di azione e con un pizzico di thriller e devo ammettere che il mix mi ha conquistata. Voglio fare i complimenti anche a te, hai scritto una recensione meravigliosa, che rende giustizia e mostra tutti i punti di forza del romanzo. Complimenti ❤

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, non vedo l'ora di leggere la tua recensione. Questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto, Amleto è un personaggio che difficilmente si dimentica e le sue battute, così come i suoi pensieri, contribuiscono a renderlo unico ♥

      Elimina
  2. Allora, questo libro lo avevo segnalato nel blog tempo fa e mi ha attratta sin da subito, quindi sono contenta che ti sia piaciuto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho trovato veramente bello e ironico

      Elimina
  3. Ciao Ophelie :) Ho aggiunto alla mia wishlist questo libro. Lo trovo davvero interessante! In più l'idea di scrivere un libro che salverà tutti i libri mi fa tornare in mente Inchiostro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mjchela, vedrai che non te ne pentirai. ^^

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...