martedì 27 dicembre 2016

Recensione: "Tienimi vicino" di Megan Hart

Buon pomeriggio pages
Se c'è una "true sad story" nel Natale di ogni lettore, è arrivare sotto l'albero, scartare di tutto e non trovare neanche un libro. Io dico! Non sai cosa farmi? La risposta ce l'hai sotto agli occhi tutti i santi giorni della tua esistenza, non dovrebbe essere difficile e invece... niente. Anche quest'anno solo due miseri libri. 😭
Pazienza! In compenso ho rimediato i soldini che mi servivano per uno scaffale nuovo dove poggiare i miei "bimbi", qua sto seriamente rischiando lo sfratto quindi sarà meglio che mi muova.
E voi? Che avete ricevuto di bello?


Sinossi
Effie e Heath sono personaggi molto conosciuti, non per qualcosa che hanno fatto, ma per ciò che è successo loro quando erano piccoli. Segregati e abusati dallo stesso uomo per diversi anni, i due ragazzi hanno trovato conforto l'uno nell'altra sino a quando non sono riusciti a fuggire dalla loro prigione e l'aguzzino non è stato arrestato. Ora sono due adulti che cercano di andare avanti con le proprie vite. Effie pensa che sia arrivato il momento di cercare di avere una relazione "normale", e Heath non è l'uomo giusto, perché il solo guardarlo in faccia è un salto in quel passato buio e angoscioso. Per questo cambia uomini nello stesso modo in cui si cambia d'abito tutti i giorni. Heath, invece, è da sempre innamorato di Effie, per lui non potrà mai esserci un'altra donna. Inoltre, è convinto che entrambi potranno andare avanti con le proprie vite solo dopo aver affrontato e sconfitto il passato che li accomuna. Una nuova crisi, però, è pronta a scagliarsi contro di loro, tanto che Effie teme che non ritroverà mai un suo equilibrio se non tornando nella casa dove la storia ha avuto inizio e Heath dovrà essere al suo fianco.


Effie e gli uomini. Effie e un uomo, Heath. Già! Perché per quanto lei faccia, per quanto impegno ci metta, tutto riporta sempre a lui, a Heath.  A  colui che ha condiviso con lei una delle esperienze più atroci e sconvolgenti che si possano vivere sulla propria pelle. Poco più che adolescenti, Effie e Heath sono stati rapiti e segregati da un uomo che per anni li ha tenuti in condizioni disumane nello scantinato della propria abitazione. E in quello scantinato Effie ha scoperto tutto quello che una ragazza scopre vivendo spensierata la propria adolescenza. In mezzo allo sporco, alla paura, seguendo il suo istinto di sopravvivenza, è diventata donna insieme a Heath. Insieme a quell'uomo che per lei ora è sicurezza, amore, ma anche costante “memento” di ciò che è accaduto loro. Perché Heath di lei sa tutto, troppo e la relazione con lui è forte, passionale, morbosa. Conosce ogni sua mossa, sa cosa vuol dire ogni suo sguardo e la ama, con decisione, ardore, venerazione.
"Non smetterò mai di amarti" disse. "Se anche vivessimo mille vite, non smetterei."
Ogni donna ne sarebbe onorata, ma non lei. Effie non vuole l'amore di Heath, lo rifiuta. Perché per lei è un amore malato. Un amore che è figlio di una tragedia che li ha colpiti e segnati irrimediabilmente. E un amore nato in quelle circostanze non può essere puro, non può bastare. Poco importa l’immensità di quel sentimento, che lei a modo suo lo ricambi, che con lui al suo fianco sia in grado di affrontare ogni cosa e di dare una famiglia a sua figlia Polly. Effie desidera una cosa sola, sentirsi normale. E allora via al valzer delle relazioni. Frequenti appuntamenti on line, relazioni senza speranza con Bill e Mitchell, chiunque e qualunque mezzo per sentirsi normale ma non basta, neanche questi servono a far entrare Effie nel circolo elitario della “normalità”. Uomini insoddisfacenti, troppo complicati, uomini con cui intrattiene rapporti che non fanno altro che spingerla tra le braccia di Heath. E tutto per cosa? Per la normalità. Ma una donna come Effie può essere normale? E cos’è la normalità, chi la definisce? È duro questo romanzo, tanto. In un alternarsi tra presente e passato, viviamo Effie e capiamo cosa porta questa donna a rifiutare quell'amore così forte. Non è facile capirla, ma più si va avanti e più si entra in empatia con lei e quel suo bisogno di stabilità. Nella narrazione più volte ci si ferma e si cerca di riprendere fiato da scene che tolgono il respiro e da attimi carichi di tensione che la Hart in modo eccellente descrive. Effie è una donna combattuta, complicata, che non si accetta. Rinnega costantemente i suoi bisogni, le sue pulsioni, figlie di quell’esperienza che l’ha segnata per tutta la vita. Difficilmente si sfoga e quando lo fa, lo fa attraverso la pittura, valvola di sfogo che le permette di dar vita a quadri dall’aspetto cupo e dai dettagli nascosti; lei non capisce l'importanza dell'accettazione e soffre per qualcosa che le è stato negato e non le verrà restituito mai più. Heath è un personaggio carico di significato, si intuisce l’importanza della sua presenza nella vita di una donna che senza di lui sarebbe persa e totalmente incapace di affrontare il mondo ed è impossibile non ammirarlo e apprezzarlo per l’amore che giornalmente e costantemente le dimostra, nonostante i rifiuti, le umiliazioni, le indecisioni.
"Se l'universo scomparisse e lui restasse, troverei comunque la forza di vivere. Senza Heath, tutto il resto é solo un ombra, qualcosa di alieno di cui non potrò mai fare parte."
Devo ammettere che mi è stato impossibile, durante la lettura di questo romanzo, non apprezzarlo e amarlo. La narrazione che si alterna tra passato e presente è un ottimo espediente che la Hart ben utilizza ma che spesso destabilizza in quanto non si sa bene quando e come si è finiti da una parte piuttosto che da un’altra. Sono i particolari a farci intuire, una frase piuttosto che un oggetto e tutto si chiarisce, rendendoci partecipi della fase temporale. Non c’è dubbio, un bellissimo romanzo, difficile da leggere ma se si è abbastanza forti, se si ha il cuore saldo e la mente lucida e libera da ogni preconcetto, regala tanto. Tanto come una storia d’amore figlia di un atto ignobile, una storia d’amore che mi fa tornare alla mente una frase di Via del Campo del compianto De Andrè... dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”.

Dal suo sofà
la vostra

6 commenti:

  1. Ciao! :) Complimenti per la recensione! Non è esattamente il mio genere e non so se lo leggerò mai, ma la tua recensione mi ha comunque incuriosita :)

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    1. Ciao Siannalyn, grazie! Che dirti? E' un genere un po' tosto e soprattutto se non piace il linguaggio forte o le scene "particolarmente dettagliate", difficilmente può andare a genio. Ma c'è tanto in questa storia e nell'amore di Heath ♥

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  2. Mi dicono che questo romanzo è per me . . . spero di poterlo prendere presto! Bellissima recensione :D

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    1. Thanks, honey!♥ DEVI leggerlo! Sai che, bene o male, a gusti siamo simili, è veramente bello. Ci sono attimi, soprattutto nei flash back, veramente tosti, ma è bellissimo ♥

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  3. Ciao Ophelie.
    Questo libro sembra molto bello, i temi trattati se scritti bene rendono la storia ancora più bella e credo che questo libro ne sia un esempio. Ci farò sicuramente un pensierino

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    1. Susyyy, ciao! Mi è piaciuto tanto. Non è una lettura facile, alcuni tratti sono davvero tosti, ma nonostante questo, l'ho trovato davvero ben scritto.

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