venerdì 27 gennaio 2017

Blog Tour: Giorno della Memoria

Buon pomeriggio pages
per una ricorrenza così importante come il Giorno della Memoria, questo piccolo blog in collaborazione con Il Colore dei libriParanormalbooksloverLily's Bookmark, Dolci & Parole, Il bello di essere letti, Il salotto dei libri e Il salotto del gatto libraioha deciso di rendere omaggio alle vittime della barbarie nazista consigliandovi un libro e un film.






Libro consigliato:

Titolo: "Un bambino piange ancora"
AutoreUrsula Rütter Barzaghi
Editore: TEA
SinossiNata («insieme con la guerra») e cresciuta nella Germania hitleriana, Ursula Rütter Barzaghi ha trascorso i primissimi anni di vita relativamente al sicuro, tra le mura della caserma di Lubln, in Lorena, protetta dagli eventi esterni ma non dalla cintura del padre, ex poliziotto violento e dedito al bere, rapidamente inseritosi nelle file dei nazisti. Il precipitare della situazione, e la fine del conflitto, l’hanno gettata poi, insieme alla madre, alla sorella e al fratello e a milioni di altri tedeschi, nella realtà di un Paese devastato, ridotto alla miseria e che si svegliava dall’incubo peggiore della sua storia. Il padre, nel frattempo, era scomparso «al fronte russo...», lasciando un ricordo così doloroso e ingombrante da cancellare persino l’immagine della sua uniforme, quella delle SS.Con grande onestà, e con grande coraggio, Ursula Rütter Barzaghi ha scavato nella memoria e ha ricostruito la sua storia di bambina e di ragazza, cresciuta come tanti altri suoi coetanei ascoltando storie dell’orrore sui bambini cristiani rapiti dagli ebrei, o sui russi in agguato nei boschi in mezzo ai lupi; ignorando a scuola la tragedia recente e andando poi a giocare in mezzo alle macerie prodotte dai bombardamenti alleati; dedicando molto tempo alla ricerca del cibo e cominciando infine a lavorare. E ponendosi intanto domande sempre più dolorose e pressanti, sollecitate dai ricordi ma destinate a restare a lungo senza risposta, poiché coloro che potevano dire, raccontare, cercare di spiegare – gli adulti – erano barricati dietro un muro invalicabile, chiusi «sotto una cappa di silenzi stesa sulle loro colpe»: un abisso tra padri e figli che ha segnato per sempre un’intera generazione.

Film consigliato:


Roma, inverno 1944. L'ingegner Manfredi, comunista e impegnato nel Comitato di Liberazione Nazionale, chiede aiuto a Pina, una popolana vedova con un figlio e in procinto di risposarsi, per portare a termine un'azione. La donna lo mette in contatto con don Pietro, un sacerdote disposto ad aiutare i partigiani. Manfredi è però comunque in pericolo perché la sua amante, Marina, dipende da una collaboratrice della Gestapo che le fornisce la droga.
Questo film, punto di riferimento assoluto del cosiddetto movimento neorealista (termine coniato dopo il 1946 per definire quel cinema italiano che intendeva portare sullo schermo il Paese appena uscito dalla guerra) è stato oggetto nel corso del tempo di innumerevoli studi di approfondimento. Il titolo necessita, a distanza di decenni, di una spiegazione. Il Lessico italiano definisce 'Città aperta' "La città priva di difesa e priva di obiettivi militari tipici, rispetto alla quale i belligeranti sono tenuti ad astenersi dall'esercitare la violenza bellica. Il regolamento allegato alla quarta Convenzione dell'Aja del 1907, relativa agli usi e costumi della guerra terrestre, sancisce il divieto di attaccare e bombardare con qualsiasi mezzo le città indifese (art.25)". La Roma del '44 aveva tutte queste caratteristiche ma i nazisti occupanti, fiancheggiati dai fascisti della neonata Repubblica Sociale di Salò, non ne tenevano alcun conto. Rossellini inizia a girare già due mesi dopo la liberazione della città e tutto il film, anche nelle sue parti che oggi potremmo considerare più melodrammatiche, è pervaso dall'urgenza di non far sommergere quanto accaduto da un rassicurante oblio. La vicenda ha tra i protagonisti il sacerdote (splendidamente interpretato da un Aldo Fabrizi temporaneamente sottratto alla comicità) che richiama i personaggi (realmente attivi in favore della lotta antifascista) di don Morosini e don Pappagallo.



Memorie:

Dovete sapere che mio padre è un bambino della guerra. Nato a Roma nel 1936, ha vissuto nella Capitale mussoliniana la sua infanzia. Sono cresciuta con i suoi ricordi e con quelli dei miei zii, e ancora oggi, quando in televisione capita qualche servizio che gli ricorda quel periodo, in lui scatta la voglia di raccontare un aneddoto. Ho sempre saputo che a me riserva i ricordi divertenti, i piccoli aneddoti che scaldano il cuore, come ad esempio il suo famoso arresto per “atti contrari alla pubblica decenza” a soli 4 anni e il suo successivo rilascio dopo che mezza Panico (rione di Roma) si presentò in caserma per liberarlo e dar man forte a mia nonna che stava facendo venir giù il finimondo. La sua colpa? Aver fatto il bagno in una fontanella... sì, purtroppo accadeva anche questo.


Di seguito, un piccolo quiz storico che potete compilare per testare le vostre conoscenze e mettervi alla prova


Dal suo sofà
la vostra

10 commenti:

  1. Roma città aperta é uno dei miei film preferiti in assoluto!
    Bellissimo post!
    Buon fine settimana

    Nuovo post sul mio blog!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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    1. Anche uno dei miei. E' stato mio padre a farmelo vedere ^^

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  2. Non ho mai visto il film per intero, ma la scena in cui lei corre e viene fucilata è ormai storica.

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    1. Ciao Anna!Te lo consiglio, è un film bellissimo! ^^

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  3. bellissimo il film Roma città aperta. ciao

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    1. Ciao Roby, è uno dei nostri capolavori! ^^

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  4. Quando a scuola mi hanno obbligata a vedere Roma Città Aperta volevo tipo uccidere la Prof di Italiano poi il film è finito e io volevo riempirla di baci per avermelo fatto vedere...è un film stupendo e commovente dovrebbero farlo vedere già dalle medie!

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  5. ciao
    messo questo post tra quelli più belli che ho letto la settimana scorsa https://haylin-robbyroby.blogspot.it/2017/01/top-of-post-30-gennaio-2017.html

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