sabato 16 gennaio 2016

Libro curiosità #07

Buongiorno paginette, come state? ^-^
Oggi avrei dovuto presentarvi un libro che in qualche modo attirava la mia curiosità... ma ho deciso, sempre mantenendo lo spirito indagatore di questo spazio, di fare una piccola "deviazione" sul tema :)

La Robin Hood della cultura

“Qualcosa dentro di noi non muore mai…” (R. Burns, 1790) A sostegno di coloro che trasformano le idee in parole, le parole in libri e, naturalmente, i libri in biblioteche.
So che a volte, per chi è un lettore appassionato e “seriale”, è difficile vedere libri deturpati o in qualche modo “distrutti”, ma a volte questa “distruzione” è finalizzata a una nobile causa e il risultato è stupefacente.
“Liberami... Scegli tu dove…”
Recentemente la BBC sembra che sia riuscita a contattare e ad intervistare la scultrice misteriosa che da anni abbandona le proprie realizzazioni davanti alle biblioteche, alle gallerie e alle mostre della Scozia e del Regno Unito. Ma perché separarsi dai suoi libri e abbandonarli alla mercé di tutti? Perché decidere di farne delle sculture? A questa domanda, la sua risposta è stata categorica: “La mia prima scultura, un piccolo albero per la Scottish Poetry Library, è stata una risposta alla chiusura e ai tagli delle biblioteche. Era un piccolo regalo per i bibliotecari che in Scozia, nel Regno Unito e molto più lontano forniscono un servizio in tempo di ristrettezze economiche.
L’artista sceglie di abbandonare le sue opere al di fuori delle biblioteche o delle mostre, generalmente accompagnate da un biglietto: «Scelgo i luoghi che amo, realizzo le immagini che ritengo più adatte e aggiungo delle frasi che sono le mie dichiarazioni d'intenti », perchè vuole anche far capire che la cultura non è una prerogativa di chi è ricco e può pagare il biglietto per entrare e confesso che è stata proprio l’idea di questa sorta di Robin Hood del cartaceo ad attirarmi.
Ovviamente, opera dopo opera, si è scatenata una caccia serrata per scoprire l’identità della misteriosa artista, che resta tutt’ora sconosciuta.
Un solo strappo alla regola è stato fatto, nel 2012 la Scottish Book Trust le commissionò trenta book birds, che insieme alla scultura  Butterflies furono destinati a una raccolta di fondi da destinare alla ricerca contro il cancro.


P.S.: Sto pensando di mandarle un centinaio di copie dei “Distillati” (ormai tutti sapete cosa sono), ma ho paura che dovrebbe unire troppi libri per fare anche anche solo un misero fiore… voi che dite?
 

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