lunedì 4 gennaio 2016

Recensione: "Soffocami" di Chiara Cilli

Buonasera readers ^-^
E anche questo odioso lunedì è quasi giunto al termine. La settimana è iniziata un po' in sordina, voglia di tornare al lavoro pari a 0, voglia di uscire con questa pioggia 0... insomma, per farla breve, non avevo voglia di far nulla se non leggere.
E in effetti è quello che ho fatto, ho finito il primo romanzo di Chiara Cilli appartenente alla serie Blood Bond.

Soffocami (Blood Bonds #1)
di Chiara Cilli 
Pagine 402 Editore Self Publishing

˙·٠•●♥ Sinossi ●•٠·˙
Avevo tutto ciò che ho sempre sognato.
 Non ho mai avuto la vita che sognavo.

Avevo lavorato sodo per arrivare dov'ero.

 Violenza, soprusi e crudeltà mi avevano segnato per dieci anni.

Ero pronta a portare l'azienda di famiglia ai vertici del successo.
 

Ero pronto a saziare la mia vendetta contro chi aveva abusato di me per lungo tempo.

Poi mi hanno rapita.
 

Così ho preso la figlia di Nikolayev.

Ora devo sopravvivere a un uomo che mi consuma l'anima.

 Non importa quanto lotterà, non ha scampo.

Non posso lasciare che mi soffochi con la sua presenza letale.

 Perché la ucciderò.

**Attenzione**
Romanzo Dark Contemporaneo
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente, linguaggio forte e rapporti sessuali di dubbio consenso o non consensuali. Non adatto a persone sensibili al dolore e alla schiavitù.


  
˙·٠•●♥ Recensione ●•٠·˙
L’avvertimento nella sinossi dice tutto. Questo non  è un romanzo per tutti ed è vero. Non è un libro per chi ha l’animo sensibile e si aspetta il classico “happy end”.

 In una vecchia intervista televisiva a Chiara Cilli, fatta in occasione dell’uscita de “Il Risveglio del fuoco”, alla domanda su come mai avesse scelto di scrivere un dark fantasy, lei affabilmente risponde che l’ispirazione le era venuta da una domanda che si era posta, ossia: “Perché il bene deve sempre trionfare sul male?”.
Lo stesso si può dire per questo dark contemporary romance, genere poco conosciuto in Italia, che viene addirittura preceduto da un avvertimento.
In questo “Soffocami” lei ci conduce proprio alle radici di quel male, portandoci all’interno della mente di un uomo che lo ha vissuto sulla propria e che l’ha portato a trasformarsi da vittima in carnefice.
Se è vero che dietro a ogni carnefice, c'è una vittima, è altrettanto vero che se quest’ultima non trova la forza di ritrovare quel briciolo di umanità, ecco che il  male pian piano si insidia in lei, ecco che i demoni ne prendono possesso. Nessun amore, nessun rimorso, nessuna carità, la sua esistenza non diventa altro che sete di vendetta e forza buia che la porta a commettere delitti atroci.
E proprio questo sono diventati i tre fratelli Lamaze: Armand, André e Henricarnefici.
Sono poco più che adolescenti quando il loro padre comincia ad abusare di loro, quelli che ne fanno maggiormente le spese sono André ed Henri, picchiato a sangue il primo - nel vano tentativo di difendere il secondo - vittima di abusi sessuali inauditi, prima dal genitore e poi offerto come agnello sacrificale nei festini orgiastici organizzati da quest’ultimo. Di tutto questo orrore Armand è lo spettatore che troverà la forza di porre fine a quest’incubo nel modo più cruento, versando il sangue paterno.
Crescendo i tre erigeranno un vero e proprio regno del terrore in Romania, a Veres, dove  ragazze innocenti vengono destinate a diventare killer spietati al servizio della Regina o prostitute per gli affari del Re.
Ma c’è una cosa che Henri Lamaze non ha mai dimenticato e dal quale non è stato mai abbandonato, la sete di vendetta.
Ed è proprio per soddisfare questa sete che deciderà di rapire Aleksandra Nikolayev, figlia di Roman, il suo più spietato aguzzino. Le sue intenzioni sono ben chiare, Aleksandra dovrà espiare le colpe paterne con umiliazioni, torture, conoscendo e subendo sulla propria pelle la natura demoniaca di quel padre amorevole e infine ucciderla. Solo così l’anima di Henri troverà un minimo di pace.
Ma non tutto andrà secondo i suoi piani, perchè nel momento esatto in cui i loro occhi si incroceranno un fuoco sarà acceso, e se pensate che quel fuoco sia qualcosa di buono vi sbagliate.


Fu quando alzai gli occhi che incontrai quelli più blu che avessi mai visto. Orlati da folte ciglia nere, erano come accesi da un bagliore interno che faceva risplendere le screziature indaco delle iridi.
Lui mi guardava penetrante, lo sguardo attento e al tempo stesso torbido di pensieri osceni, indicibili.
Mi sentivo bruciare viva sotto quell'intensità.
Quest'uomo era di una bellezza inumana. I capelli castani, lievemente mossi, erano una massa spettinata ad arte. Il naso era dritto e armonioso, mentre le labbra piene erano incorniciate dalla barba corta che gli ricopriva le guance e il mento, scendendo appena sul collo.
Non so per quanto rimanemmo a fissarci. Forse un minuto, forse un eone. Avevo l'impressione di essere schiacciata da un'incudine incandescente, tanto era forte la pressione del suo fisico sul mio. Le sue dita intorno alla mia gola erano come un voluttuoso guanto di velluto, ma più minacciose di una lama premuta sulla carotide.
Fu la voce lontanissima di André a richiamarmi al presente. «Henri» chiamò scostante.
Henri.
Oh mio Dio, quest'uomo era Henri Lamaze.


Sarà orrore, e in questo orrore si insinuerà un'ossessione malata che malgrado gli sforzi, i due non riusciranno a celare perché sarà dettata da puro istinto animale, da una passione ancestrale che legherà i due in un vincolo insano tra vittima e carnefice perché lei appartiene a lui così quanto lui appartiene a lei.
Non vi sarà logica, non vi sarà decenza, non vi saranno ruoli, solo un alternarsi di umiliazioni, erotismo, passione, violenze e torture.
Aleksandra e Henri vivranno tutto questo in uno stato quasi catartico, presi da un desiderio primordiale, coinvolti in un gioco dove non ci saranno né vincitori né vinti.
Nulla in questo romanzo ci viene risparmiato, ogni pagina, ogni dialogo, ogni sguardo è un pugno nello stomaco e Chiara Cilli sa bene quel che fa e lo fa bene.
Ci sono attimi in cui si avrà voglia di fermarsi, di riprendere fiato per la brutalità di alcune situazioni ma non vi fermerete, perchè è proprio questo che rende unico questo libro, la voglia di capire fin dove può spingersi il male e fin dove una passione malata può condurre.
Chiara Cilli porta tutto all’estremo e nulla vi sarà risparmiato, ma proprio per questo l’ho adorato, per l’onestà a cui tutto questo estremo è mandato.
Ci sarebbero milioni di passaggi che ho annotato, ma se li riportassi tutti questa recensione non finirebbe mai, l’unica cosa che so per certo è che, contravvenendo a una delle regole che di solito mi impongo, leggerò subito il secondo volume, “Distruggimi” aspettando il terzo della serie Blood Bonds, “Uccidimi” che dovrebbe uscire per l’estate del 2016.



A tutto ciò aggiungo solo che mi sta sorgendo il dubbio di essere affetta da schizofrenia letteraria, visto che a quanto pare, passo da un genere all'altro senza mai pormi limiti... ma forse non è poi così male! ^-^
A presto
La vostra


2 commenti:

  1. Wow *-* un grazie enorme per questa bellissima recensione, Ophelie ♥ super felice che ti sia piaciuto :D

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    Risposte
    1. E'un onore per me che tu l'abbia letta! E soprattutto è un piacere leggere i tuoi romanzi! :)

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