martedì 22 dicembre 2015

Recensione: "Mi chiamo Chuck" di Aaron Karo

Buonasera readers ^.^
Sono ufficialmente entrata nel periodo "E' Natale! Siamo tutti più buoni!", quindi per cercare di non commettere nessun omicidio verso clienti maleducati, maleducati in generale o anziane che trotterellano felici saltando la fina al supermercato per poi guardarti e dire "Mi scuuusi!Non l'avevo vista!", le mie funzioni si riducono a: leggi, porta a spasso il cane, leggi, porta a spasso il cane ...ricordati di mangiare! 
E così, leggi leggi, ho finito anche "Mi chiamo Chuck" di Aaron Karo e devo dire che già sento la sua mancanza.

Mi chiamo Chuck
di Aaron Karo 
Pagine: 288 Editore: Giunti 


Sinossi
"Ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo". Chuck Taylor ha mille paranoie. Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l’amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse All Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d’animo. Converse rosse = arrabbiato, gialle = nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo dalla strizzacervelli. Ma è l’arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse.Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.  


Recensione
Il punto è questo, per capire questo romanzo dovete leggere le prime righe. Se vi sembrerà la cosa più stupida e disgustosa che sia mai stata scritta, chiudete il romanzo...non è per voi.

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