venerdì 18 dicembre 2015

Recensione: "Viola, vertigini e vaniglia" di Monica Coppola

Salve miei cari readers,
come state? Io come sempre, finito il lavoro, mi sono fiondata nel mio rifugio "digitale" per scaricare un po' di stress.
Stavolta ho trovato a darmi il benvenuto Viola, protagonista di "Viola, vertigini e vaniglia" dell'esordiente Monica Coppola e a dirla tutta l'ho trovata davvero... ADORABILE

Viola, vertigini e vaniglia
di Monica Coppola
Pagine: 270 - Editore: Book Salad


Sinossi
La vita di Viola è in fermento: una casa nuova tutta per sé, il ritorno della sua migliore amica Emma da New York e soprattutto l’incontro con Tancredi, affascinante editor che la coinvolge in un progetto editoriale. E anche se si tratta solamente di scrivere racconti su di un buffo tacchino, Viola decide di non lasciarsi sfuggire questa occasione: si licenzia dal call center e inizia a inventare storie sul Tacchino Poldino. Al suo fianco c’è Emma che, oltre ad occuparsi delle illustrazioni, movimenta le sue notti.
Viola è decisa a raggiungere la vetta e tra le assillanti richieste delle strampalate zie, i diverbi con la madre e la cugina Archistar, tutto sembra procedere per il meglio. Sembra, perché il progetto rischia di andare a monte. E mentre sta per sprofondare di nuovo nel “pessimismo cosmico” ecco che tutti iniziano a comportarsi in modo strano: l’editore si disinteressa della stroncatura, la zia preferita parte all’improvviso, Emma diventa evasiva e indecifrabile e l’Archistar le sventola sotto il naso un misterioso biglietto giallo.
E la bufera di neve che la sorprende durante un viaggio porterà una soluzione per i suoi guai o ulteriori complicazioni?



Recensione
Nietzsche scriveva: "Bisogna avere un caos dentro di sè, per far nascere una stella danzante" e in Viola, la protagonista di questo romanzo di Monica Coppola, il caos la fa da padrone.
Si ritrova in quel famoso bivio in cui senti che forse i tuoi sogni sono stati coltivati per troppo tempo e magari non troveranno mai realizzazione, in cui forse è meglio guardare al futuro con qualcosa di più concreto tra le mani. 
Con una laurea nel cassetto, una passione sfrenata per i Peanuts e l'ambizione di diventare un'affermata scrittrice, Viola si trova - suo malgrado - in quella fascia di giovani che fanno parte del "precariato", con un lavoro di centralinista presso un call center che vende prodotti ittici e con un superiore che è praticamente un aguzzino...bella soddisfazione, per lei che sogna di pubblicare un romanzo!
Come se la sua vita non fosse già abbastanza deprimente, dalla sua postazione, cuffiette in testa, assiste giorno dopo giorno agli incredibili successi della cugina Matilde che ormai è un architetto di fama internazionale, cosa che comunque non le sfuggirebbe visto che tutta la sua strampalata e floreale famiglia (madre compresa) non fa altro che decantare e inneggiare le lodi della raffinata e algida parente "archistar".
Diciamola tutta, se non fosse per l'appartamento nuovo, il ritorno della sua migliore amica Emma da New York - un tornado di riccioli rossi - e la comprensione di sua zia Dalia, caotica almeno quanto lei, la sua vita sarebbe un disastro.
L'esistenza di Viola è così, le stagioni si susseguono con la sgradevole sensazione che il tempo passa e che per lei sia arrivato il momento di chiudere a chiave quel cassetto pieno di sogni destinati -forse - a non realizzarsi.
Il romanzo scorre così, intriso di un'ironia particolare, situazioni divertenti e frustrazioni dal risvolto dolce amaro.
Parlavo della passione della protagonista per i Peanuts e in effetti Viola mi ha ricordato molto un loro personaggio, uno dei più famosi, Charlie Brown.
Viola è proprio come Charlie, osserva da un muretto la vita scorrere, attende invana che delle "valentine" le vengano recapitate, con tenacia cerca di calciare un pallone sperando che nessuna Lucy glielo tolga da sotto i piedi, portandola anche a compiere scelte irrazionali ma dettate dal cuore.
Questo romanzo fa sorridere, pensare, soprattutto a quanto a volte ci costi la realizzazione di un sogno e quanto a volte siamo noi stessi ad allontanare, seppur inconsciamente e involontariamente, chi ci circonda e ci vuole bene.
Ma poco importa se alla fine la strada giusta viene in qualche modo intrapresa e alla fatidica domanda "Sei felice?" possiamo rispondere con una nuova luce negli occhi.
Un grazie di cuore alla scrittrice Monica Coppola, che con un romanzo allegro, vivace e ben scritto, ha portato nel mio cuore, un Charlie Brown in gonnella! Brava!

  

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